
La sostituzione delle finestre modifica l’aspetto esteriore di un edificio. A questo titolo, è richiesta una dichiarazione preventiva di lavori nella quasi totalità dei casi, anche per uno scambio identico di materiale o colore. L’unica eccezione notevole: una sostituzione strettamente identica (stessa dimensione, stessa tonalità, stesso materiale) in un comune senza PLU né settore protetto, situazione sempre più rara.
Cerfa 16702*02: il modulo corretto da gennaio 2026
Osserviamo ancora pratiche presentate con il vecchio Cerfa 13703. Questo modulo non è più valido per una modifica delle finestre su abitazione unifamiliare. Dal 1° gennaio 2026, il Cerfa 16702*02 « Dichiarazione preventiva costruzioni e lavori non soggetti a permesso di costruire » lo sostituisce.
Il quadro dedicato alla descrizione del progetto deve menzionare precisamente gli elementi modificati: numero di finestre interessate, materiale originale e materiale di sostituzione, colore RAL o riferimento del produttore, tipo di apertura (oscillo-battente, scorrevole, fisso). Una descrizione lacunosa comporta quasi sistematicamente una richiesta di documenti integrativi, il che allunga il termine di istruttoria.
Per compilare correttamente ogni sezione, puoi fare riferimento a un esempio di dichiarazione preventiva di lavori su Déco Maison che dettaglia le caselle sensibili del modulo.
Deposito online obbligatorio: cosa cambia per il termine di istruttoria

Dal 1° gennaio 2026, il deposito dematerializzato è obbligatorio per le dichiarazioni preventive. Tutti i comuni dispongono di uno sportello digitale di urbanistica. L’accettazione con data e ora trasmessa dalla piattaforma fa decorrere il termine di istruttoria dalla sua ricezione, senza attendere una comunicazione postale.
Questo passaggio al digitale ha un effetto concreto sulla gestione della pratica. Il termine di istruttoria di diritto comune rimane di un mese dalla ricezione. In settore protetto (sito patrimoniale notevole, aree di monumenti storici), questo termine passa generalmente a due mesi a causa della consultazione dell’Architetto dei Beni di Francia.
Raccomandiamo di verificare la conformità tecnica della pratica prima dell’invio. Un file PDF mal nominato, una foto troppo pesante o un piano non leggibile in scala comportano un rifiuto di completezza che riporta il contatore a zero.
Documenti grafici della pratica: gli errori che bloccano la DP finestra
La maggior parte dei rifiuti o delle richieste di integrazione riguardano i documenti grafici, non il modulo stesso. Ecco i documenti da curare in priorità:
- Il piano di facciata prima e dopo i lavori (DP4) deve indicare le misure di ogni apertura modificata e chiarire nettamente la differenza tra lo stato esistente e lo stato progettato. Un semplice schizzo a mano con le misure è accettato se le dimensioni rimangono leggibili.
- La fotografia dell’ambiente vicino (DP7) deve mostrare la facciata nel suo contesto: recinzione, strada pubblica, edifici adiacenti. Una foto inquadrata solo sulla finestra non è sufficiente.
- La fotografia dell’ambiente lontano (DP8) colloca l’edificio nel paesaggio. Permette all’istruttore di verificare la coerenza architettonica con il vicinato.
- Il documento grafico di inserimento (DP6), spesso dimenticato, consiste in un fotomontaggio o una simulazione che mostra il progetto finito nel suo ambiente reale. Un montaggio base su software di foto soddisfa questa esigenza.
Trascurare il DP6 è l’errore più comune. In settore ABF, la sua assenza provoca un rifiuto quasi automatico.
Settore protetto e parere dell’ABF: il silenzio non equivale a consenso

In zona di diritto comune, l’assenza di risposta da parte del comune al termine del termine di istruttoria equivale a consenso tacito. Questa regola non si applica meccanicamente in settore protetto. Quando è richiesto un parere conforme dell’Architetto dei Beni di Francia, il semplice superamento del termine non consente di avviare i lavori.
Osserviamo che alcuni privati avviano il cantiere credendo di beneficiare di un consenso tacito. In perimetro ABF, questa interpretazione è rischiosa. Un verbale di infrazione può essere redatto anche dopo l’installazione, e il comune ha il diritto di richiedere la rimozione delle serramenti non conformi.
Per sapere se il tuo lotto si trova in settore protetto, consulta l’Atlante dei patrimoni o il PLU del tuo comune. La scheda catastale sul geoportale dell’urbanistica indica anche le servitù di pubblica utilità applicabili.
Ricorso dopo rifiuto: termine e strategia
Un’ordinanza di rifiuto di DP menziona i motivi precisi e le vie di ricorso. Due opzioni sono disponibili per il richiedente:
- Il ricorso amministrativo presso il sindaco, da formulare entro due mesi dalla notifica del rifiuto. Consiste nel correggere i punti critici identificati nell’ordinanza e presentare un dossier emendato.
- Il ricorso giurisdizionale davanti al tribunale amministrativo, sempre entro due mesi. Questa via presuppone un motivo giuridico solido (errore di diritto, vizio di procedura).
Nella maggior parte dei casi, il ricorso amministrativo ha successo se il dossier iniziale peccava per insufficienza grafica. Un rifiuto fondato su un’incompatibilità con il PLU (colore vietato, materiale proibito) richiede invece di rivedere il progetto stesso.
La sostituzione della finestra rimane uno dei progetti più semplici in urbanistica, a condizione di presentare un dossier completo sin dal primo invio. Un Cerfa aggiornato, piani di facciata con misure e un fotomontaggio di inserimento sono sufficienti a garantire la procedura. In settore ABF, attendi sempre la notifica scritta prima di ordinare i tuoi serramenti.